B. e S. sono due splendidi gemellini di circa dieci giorni. Non raggiungono i due chilogrammi di peso ciascuno, e l'altro ieri ho avuto l'onore di conoscerli.
Strano miracolo i gemelli, mi hanno sempre profondamente affascinata... Due, anche loro maschi figli di un'amica, ho potuto vederli crescere fino a diventare due trentenni belli e in gamba. E ricordo ancora la magia del loro rapporto, così esclusivo da lasciar fuori, in certi momenti, persino una mamma quasi incredula, ma anche lei affascinata e divertita.
Dura la vita di una mamma di gemelli: fanno tutto in coppia, e soprattutto, quasi sempre, PIANGONO in coppia! Già a volte il pianto di un solo neonato ha su di noi l'effetto di un martello pneumatico, figuriamoci di due che piangono in stereofonia! Quando poi sono di basso peso, spesso impiegano anche molto tempo a finire le poppate, con il risultato che, poco dopo aver finito, è già l'ora di ricominciare tutto daccapo... e tutto ciò quando le cose vanno bene, ovviamente, per non parlare di eventuali coliche, o dei primi dentini, o di eventuali malattie esantematiche, che i gemelli regolarmente contraggono contemporaneamente.
Fatica. Tanta. Ma a fronte di una ricompensa tanto speciale quanto unica: una poltrona in prima fila per assistere alla nascita di un rapporto davvero magico, che accompagnerà i gemelli per tutta la vita. Che fortuna... e che orgoglio.
Si cercheranno, si stuzzicheranno, faranno liti furibonde, qualche volta si odieranno, anche, nel sentirsi un po' ostaggi di quello specchio umano che hanno di fronte. Ma una cosa è certa: non si abbandoneranno mai.
Pia
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mercoledì 23 maggio 2012
lunedì 14 maggio 2012
AIUTAMI A CRESCERE
Partita tra due dei maggiori ospedali italiani : il Gaslini e il Meyer di Firenze; per raccogliere fondi a favore della "Cicogna Sprint", associazione di genitori dei neonati prematuri della Terapia Intensiva Neonatale del Gaslini.
E' B., un'amica e collega del mio ex reparto del Gaslini, a postare sulla mia bacheca di Facebook la locandina dell'evento. Una partita di calcio a scopo benefico, che aiuterà l'associazione dei genitori dei piccoli del nostro reparto.
Il nostro reparto...
Già, perché il nocciolo della questione è tutto qui. Sebbene io sia andata via da cinque anni, ormai, quando parlo del reparto è sempre il NOSTRO reparto, e quando mi riferisco al team di professionisti che lavora al suo interno, per me, è sempre un NOI.
Il corpo è fuori, ma il cuore è dentro. E questo, la mia amica B., lo sa molto bene: quando infatti le rispondo, dicendole che cercherò di pubblicizzare al massimo l'evento, mi risponde sicura che non aveva dubbi ed aggiunge: "Per me tu fai e farai sempre parte della nostra SQUADRA".
Una donna di cuore e di pelle, B. Una di quelle donne che sa essere lieve come una piuma o inamovibile come una stele di granito.Una mamma speciale, che ogni giorno combatte una dolorosa battaglia. E nel combatterla spesso è costretta a schivare le parole taglienti di chi le pronuncia senza sentirne il peso. Ci è abituata, lei.
Conosce il peso delle parole, B. Quelle brutte e quelle belle. E sa quale meraviglioso peso, le sue parole belle, abbiano per me.
E allora, mercoledì 23 maggio, tutti alla partita.
Vinca il migliore.
Gaslini, olé.
Pia
domenica 13 maggio 2012
MAMMA TRIS. A DISTANZA
Amina ha otto anni. Come età sta esattamente in mezzo alle mie altre due bambine, di sei e dieci anni. Lei però non è qui con noi. La sua casa è in Tanzania. Non metto la sua foto per questioni di privacy.
Oggi Margherita e Francesca mi hanno svegliata portandomi la colazione a letto, e mi hanno fatto dei regalini bellissimi. Ma il regalo più grande, questi due esseri meravigliosi, me l'hanno fatto qualche giorno fa, quando è arrivata per posta la foto di Amina, la bimba che ho deciso di sostenere a distanza. Quella sera avevamo una cena di famiglia, con una sorella di mia suocera che vediamo poco perché abita lontano. Margherita si è portata dietro la foto di Amina e, mostrandola con orgoglio alla zia le ha detto: "Zia, guarda, questa è la foto di nostra sorella!".
Dire che quello è stato uno dei momenti più belli della mia vita è riduttivo. Da allora non passa giorno che le mie ragazze non rivolgano almeno un pensiero alla loro sorella lontana.
Mi hanno già chiesto: "Mamma, ma noi, Amina, quando andiamo a trovarla?"
Oggi Margherita e Francesca mi hanno svegliata portandomi la colazione a letto, e mi hanno fatto dei regalini bellissimi. Ma il regalo più grande, questi due esseri meravigliosi, me l'hanno fatto qualche giorno fa, quando è arrivata per posta la foto di Amina, la bimba che ho deciso di sostenere a distanza. Quella sera avevamo una cena di famiglia, con una sorella di mia suocera che vediamo poco perché abita lontano. Margherita si è portata dietro la foto di Amina e, mostrandola con orgoglio alla zia le ha detto: "Zia, guarda, questa è la foto di nostra sorella!".
Dire che quello è stato uno dei momenti più belli della mia vita è riduttivo. Da allora non passa giorno che le mie ragazze non rivolgano almeno un pensiero alla loro sorella lontana.
Mi hanno già chiesto: "Mamma, ma noi, Amina, quando andiamo a trovarla?"
venerdì 11 maggio 2012
AUGURI, MAMMA
Eccoci qui, di nuovo. La festa della mamma è alle porte, e come ogni anno, in alcune di noi, si agitano sentimenti ambivalenti. Da una parte ci siamo noi, finalmente mamme, e dall'altra, per chi ha la fortuna di averla ancora, c'è lei, la nostra mamma. E lei, pur con tutti i suoi difetti, debolezze e fragilità, è la mamma che la vita ci ha dato. Quest'anno, anziché regalarle le solite cose, proviamo a festeggiare il nostro e il suo essere mamma INSIEME: organizziamo una giornata fuori, con i nostri figli e nostra madre, in un posto dove non siamo mai state, anche se magari non è lontano da casa. Facendo cose normali. Ma fatte insieme in quel giorno speciale sembreranno straordinarie.
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mercoledì 13 luglio 2011
CHI HA IL PANE NON HA I DENTI, CHI HA I DENTI NON HA IL PANE
Come infermiera pediatrica, avendo lavorato in molti reparti prima di approdare a quello che sarebbe stato il mio reparto definitivo per 14 anni, mi è capitato di vedere molte volte situazioni davvero paradossali, che hanno a che fare con l'amore dei genitori per i loro figli.
Chi è della mia generazione, e ha visto il film "Blade Runner", rammenterà di certo la frase che mi viene in mente ora: "Ho visto cose che voi umani non potete immaginare..."
Ho visto coppie cercare di avere un bambino per 12 anni, e quando è arrivato era affetto da gravissime malformazioni. Loro, però, lo guardavano come se fosse il bambino più bello del mondo. In fondo, ai loro occhi era proprio così... e non si curavano degli sguardi di implacabile pietà che riservava loro "la gente".
Ho visto donne tossicodipendenti partorire dopo essersi fatte, regalando così al loro bimbo appena nato una bella crisi di astinenza. Ho visto le stesse madri decidere di abbandonare il loro bambino, naturalmente sano e bellissimo.
Ho visto ragazzi minorenni, diventati genitori per caso, crescere in fretta diventando uomini e donne responsabili, li ho visti diventare grandi con il loro bambino ed essere una famiglia meravigliosa.
Ho visto genitori affrontare l'inferno per i loro figli.
Ho visto bambini affrontare l'inferno a causa dei loro genitori.
E allora mi chiedo: qual è il senso? Se c'è un disegno più grande in tutto ciò, perché non riesco a vederlo?
Non tutte le domande hanno una risposta.
A presto
Pia
Chi è della mia generazione, e ha visto il film "Blade Runner", rammenterà di certo la frase che mi viene in mente ora: "Ho visto cose che voi umani non potete immaginare..."
Ho visto coppie cercare di avere un bambino per 12 anni, e quando è arrivato era affetto da gravissime malformazioni. Loro, però, lo guardavano come se fosse il bambino più bello del mondo. In fondo, ai loro occhi era proprio così... e non si curavano degli sguardi di implacabile pietà che riservava loro "la gente".
Ho visto donne tossicodipendenti partorire dopo essersi fatte, regalando così al loro bimbo appena nato una bella crisi di astinenza. Ho visto le stesse madri decidere di abbandonare il loro bambino, naturalmente sano e bellissimo.
Ho visto ragazzi minorenni, diventati genitori per caso, crescere in fretta diventando uomini e donne responsabili, li ho visti diventare grandi con il loro bambino ed essere una famiglia meravigliosa.
Ho visto genitori affrontare l'inferno per i loro figli.
Ho visto bambini affrontare l'inferno a causa dei loro genitori.
E allora mi chiedo: qual è il senso? Se c'è un disegno più grande in tutto ciò, perché non riesco a vederlo?
Non tutte le domande hanno una risposta.
A presto
Pia
domenica 5 giugno 2011
IL PRIMO SOCCORSO. RIFLESSIONI ISPIRATE DA "FORUM"
Avete mai visto una puntata della trasmissione "Forum"?
Personalmente, lo guardo poco, prima di tutto perché spesso nell'ora della messa in onda sono fuori casa per lavoro, e poi perché spesso le cause presentate mi fanno decisamente arrabbiare: padri contro figli, zii contro nipoti, nuore contro suocere e via dicendo.
Giorni fa, però, visto che ero a casa nell'ora di pranzo e mia madre lo guarda sempre, mi è capitato di assistere ad una causa che mi ha messo un po' d'ansia, e mi ha fornito importanti spunti di riflessione anche per il nostro lavoro.
Una signora aveva portato a "Forum" la direttrice dell'asilo di sua figlia, perché sperava che il giudice potesse obbligarla con una sentenza a far seguire alle maestre del suo asilo un corso di primo soccorso pediatrico.
A quanto diceva la signora, sembra che alla sua bambina fosse andato di traverso un pezzetto di carne in mensa, ma nessuno nell'asilo conosceva le manovre di disostruzione delle vie aeree da praticare al bambino, così è stato chiamato il 118. Fortunatamente nel frattempo la situazione si era normalizzata, e la bambina non ha subito conseguenze importanti, ma resta comunque il dubbio su quello che sarebbe potuto succedere se così non fosse stato: il 118 sarebbe arrivato in tempo?
Purtroppo, il giudice non ha potuto accogliere la richiesta della signora, poiché la legge italiana non prevede l'obbligatorietà di certi corsi di formazione per le maestre.
Un operatore del 118 chiamato in trasmissione per mostrare le manovre di disostruzione pediatriche, ha detto che in Italia muore circa un bambino a settimana per incidenti come questo. Ha detto anche che negli Stati Uniti, quando una ragazza vuole studiare per diventare maestra, prima frequenta un corso di primo soccorso alla Croce Rossa, poi inizia il percorso per diventare insegnante.
A parte che trovo delirante che la legge italiana obblighi le maestre ad essere laureate, ma non a frequentare un corso di poche ore per salvare la vita dei nostri figli, credo che la cosa sia altrettanto importante per la figura della baby-sitter, che molto spesso trascorre parecchio tempo con i bambini, soprattutto se non vanno ancora alla scuola materna.
A tutti consiglio di frequentare un corso di PBLS (Pediatric Basic Life Support), dove vengono insegnate anche le manovre di disostruzione delle vie aeree. Comunque, è possibile scaricare gratuitamente il manuale di disostruzione sul sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/
Non mi stancherò mai di promuovere la formazione sanitaria: trovo che sia un valore aggiunto non indifferente, per tutti.
A presto
Pia
Personalmente, lo guardo poco, prima di tutto perché spesso nell'ora della messa in onda sono fuori casa per lavoro, e poi perché spesso le cause presentate mi fanno decisamente arrabbiare: padri contro figli, zii contro nipoti, nuore contro suocere e via dicendo.
Giorni fa, però, visto che ero a casa nell'ora di pranzo e mia madre lo guarda sempre, mi è capitato di assistere ad una causa che mi ha messo un po' d'ansia, e mi ha fornito importanti spunti di riflessione anche per il nostro lavoro.
Una signora aveva portato a "Forum" la direttrice dell'asilo di sua figlia, perché sperava che il giudice potesse obbligarla con una sentenza a far seguire alle maestre del suo asilo un corso di primo soccorso pediatrico.
A quanto diceva la signora, sembra che alla sua bambina fosse andato di traverso un pezzetto di carne in mensa, ma nessuno nell'asilo conosceva le manovre di disostruzione delle vie aeree da praticare al bambino, così è stato chiamato il 118. Fortunatamente nel frattempo la situazione si era normalizzata, e la bambina non ha subito conseguenze importanti, ma resta comunque il dubbio su quello che sarebbe potuto succedere se così non fosse stato: il 118 sarebbe arrivato in tempo?
Purtroppo, il giudice non ha potuto accogliere la richiesta della signora, poiché la legge italiana non prevede l'obbligatorietà di certi corsi di formazione per le maestre.
Un operatore del 118 chiamato in trasmissione per mostrare le manovre di disostruzione pediatriche, ha detto che in Italia muore circa un bambino a settimana per incidenti come questo. Ha detto anche che negli Stati Uniti, quando una ragazza vuole studiare per diventare maestra, prima frequenta un corso di primo soccorso alla Croce Rossa, poi inizia il percorso per diventare insegnante.
A parte che trovo delirante che la legge italiana obblighi le maestre ad essere laureate, ma non a frequentare un corso di poche ore per salvare la vita dei nostri figli, credo che la cosa sia altrettanto importante per la figura della baby-sitter, che molto spesso trascorre parecchio tempo con i bambini, soprattutto se non vanno ancora alla scuola materna.
A tutti consiglio di frequentare un corso di PBLS (Pediatric Basic Life Support), dove vengono insegnate anche le manovre di disostruzione delle vie aeree. Comunque, è possibile scaricare gratuitamente il manuale di disostruzione sul sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/
Non mi stancherò mai di promuovere la formazione sanitaria: trovo che sia un valore aggiunto non indifferente, per tutti.
A presto
Pia
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