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mercoledì 23 maggio 2012

GEMELLI, L'ESPLOSIONE DELLA VITA

     B. e S. sono due splendidi gemellini di circa dieci giorni. Non raggiungono i due chilogrammi di peso ciascuno, e l'altro ieri ho avuto l'onore di conoscerli.
   
     Strano miracolo i gemelli, mi hanno sempre profondamente affascinata... Due, anche loro maschi figli di un'amica, ho potuto vederli crescere fino a diventare due trentenni belli e in gamba. E ricordo ancora la magia del loro rapporto, così esclusivo da lasciar fuori, in certi momenti, persino una mamma quasi incredula, ma anche lei affascinata e divertita.

     Dura la vita di una mamma di gemelli: fanno tutto in coppia, e soprattutto, quasi sempre, PIANGONO in coppia! Già a volte il pianto di un solo neonato ha su di noi l'effetto di un martello pneumatico, figuriamoci di due che piangono in stereofonia! Quando poi sono di basso peso, spesso impiegano anche molto tempo a finire le poppate, con il risultato che, poco dopo aver finito, è già l'ora di ricominciare tutto daccapo... e tutto ciò quando le cose vanno bene, ovviamente, per non parlare di eventuali coliche, o dei primi dentini, o di eventuali malattie esantematiche, che i gemelli regolarmente contraggono contemporaneamente.

     Fatica. Tanta. Ma a fronte di una ricompensa tanto speciale quanto unica: una poltrona in prima fila per assistere alla nascita di un rapporto davvero magico, che accompagnerà i gemelli per tutta la vita. Che fortuna... e che orgoglio.

     Si cercheranno, si stuzzicheranno, faranno liti furibonde, qualche volta si odieranno, anche, nel sentirsi un po' ostaggi di quello specchio umano che hanno di fronte. Ma una cosa è certa: non si abbandoneranno mai.

Pia

 

venerdì 18 maggio 2012

LA RICCHEZZA PIU' GRANDE

     In una delle orrende serie di cartoni animati che guardano le mie figlie, il bambino protagonista possiede, oltre ai due genitori "umani", una mamma e un papà fatati, in grado di esaudire ogni suo desiderio. 
     In un episodio, questo bambino ascolta involontariamente un discorso dei suoi veri genitori, riguardante la loro situazione economica. Mamma e papà stanno pensando a quanto sarebbero più ricchi se non avessero un figlio.  In preda alla disperazione, il piccolo esprime il desiderio di non essere mai nato, ed i suoi genitori fatati sono costretti ad accontentarlo...  
  Ne nasce uno scenario paradossale, che ricorda molto il film cult "La vita è meravigliosa", dove il protagonista James Stewart incontra l'angelo Clarence che lo salva dal suicidio, e gli mostra come sarebbe il mondo se lui non fosse mai nato.

       Il punto è che il nostro piccolo, disperato protagonista ha sentito solo una picca parte del discorso di mamma e papà: i due stavano dicendo che sì, sarebbero molto più ricchi se non avessero un figlio, ma che si sentono mille volte più fortunati dei loro ricchissimi e odiati vicini, che da sempre desiderano un figlio ma non riescono ad averlo.

       Soprattutto in tempi come questi, chi di noi non si è trovato a fare i conti con il lato economico dell'essere genitori?  Sicuramente pochi.  In rete sono sempre più numerosi i siti che analizzano nel dettaglio i costi dell' "operazione pupo", e dispensano consigli di ogni genere per risparmiare ovunque sia possibile, dall'abbigliamento ai libri, ai giochi e molto altro...      Eppure sono loro, i nostri cuccioli, la nostra vera fortuna.
    E su questo, noi "poveri" genitori, siamo tutti d'accordo.
 Cornelia docet...
 Pia

domenica 13 maggio 2012

MAMMA TRIS. A DISTANZA

     Amina ha otto anni. Come età sta esattamente in mezzo alle  mie altre due bambine, di  sei e dieci anni. Lei però non è qui con noi. La sua casa è in Tanzania. Non metto la sua foto per questioni di privacy.

     Oggi Margherita e Francesca mi hanno svegliata portandomi la colazione a letto, e mi hanno fatto dei regalini bellissimi. Ma il regalo più grande, questi due esseri meravigliosi, me l'hanno fatto qualche giorno fa, quando è arrivata per posta la foto di Amina, la bimba che ho deciso di sostenere a distanza. Quella sera avevamo una cena di famiglia, con una sorella di mia suocera che vediamo poco perché abita lontano. Margherita si è portata dietro la foto di Amina e, mostrandola con orgoglio alla zia le ha detto: "Zia, guarda, questa è la foto di nostra sorella!".
     Dire che quello è stato uno dei momenti più belli della mia vita è riduttivo. Da allora non passa giorno che le mie ragazze non rivolgano almeno un pensiero alla loro sorella lontana.

     Mi hanno già chiesto: "Mamma, ma noi, Amina, quando andiamo a trovarla?"