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lunedì 11 giugno 2012

A MIA FIGLIA

Quando avrai un nome
Allora lo userò
Per battezzare una stella nel cielo.
Quando avrai un dolore
Avrò carezze per il tuo pancino
E parole per il tuo cuore.
Quando avrai un segreto
Tornerò ragazzina
Per dividerlo con te.
Quando avrai un amore
Naufragherò nei tuoi sorrisi
E annegherò nelle tue lacrime.
E se la stella che porta il tuo nome
Un giorno dovesse cadere
Ci sarai sempre tu
Ad illuminare la mia vita.

Maria Pia Fontana
Tutti i diritti riservati

Ho scritto questa poesia mentre aspettavo mia figlia Margherita. Ora, dieci anni dopo, ho sentito l'esigenza di condividerla con voi. Questo sarà il regalo per il suo quindicesimo compleanno.
Meno male che non legge il blog...

Pia

venerdì 8 giugno 2012

BAVAGLINO ANTIFUMO - La lotta al fumo inizia al nido

     La mission principale di questo blog è di affrontare argomenti che possano essere utili ed interessanti per i neogenitori, in particolare per le mamme che si trovano ad affrontare, oltre ai problemi di ordine pratico, anche quelli fisici legati al parto, all'allattamento ecc.

      Ma questo blog vuole anche segnalare e diffondere le iniziative che, in giro per l'Italia, sono rivolte al benessere materno-infantile, con la speranza che anche altre realtà italiane possano prenderle ad esempio. Ed ecco la prima storia.

      Il 31 maggio si è svolta la Giornata Mondiale senza tabacco, ed in questa occasione, a Forlì, è stato realizzato un progetto di forte impatto: alle neomamme è stato regalato un bavaglino per il loro bimbo con la scritta: "Grazie, non fumo", allo scopo di far riflettere sui rischi del fumo passivo per i neonati.
La campagna di sensibilizzazione rientra nel progetto regionale "Liberi di scegliere", che coinvolge anche le scuole.

     Ma quali sono esattamente i rischi che corre un neonato esposto al fumo passivo?
In effetti, è facile intuire che i rischi legati al fumo iniziano già prima della nascita, perché alcune sostanze che entrano nel circolo della mamma sono in grado di attraversare la barriera della placenta ed arrivare al feto. I principali rischi per il nascituro riguardano un aumento delle possibilità di avere basso peso alla nascita e ritardo di crescita intrauterina. Nei neonati, poi, uno studio condotto a Calgary (Canada) ha evidenziato che esiste un maggior rischio di morte improvvisa del lattante (SIDS o "morte in culla") nei figli di gestanti fumatrici, e questo rischio aumenta se dopo il parto le donne continuano (o addirittura riprendono) a fumare. Questo dato dimostra che il fattore ambientale ha un peso notevole.

     Ci piace moltissimo l'iniziativa dell'ASL di Forlì, e ci auguriamo che si diffonda anche ad altri Comuni.

     In realtà, pensiamo che la sensibilizzazione dovrebbe partire anche da più lontano, ossia dai corsi di preparazione al parto. sarebbe importante che, se già non hanno smesso sotto suggerimento del ginecologo, in quell'occasione le gestanti fumatrici fossero informate in modo serio sui rischi del fumo in gravidanza e per il neonato.

     Grazie da parte nostra agli ideatori di questa campagna antifumo di Forlì. Per noi è vincente.
Pia

lunedì 4 giugno 2012

ALLATTAMENTO - Quando il latte scarseggia

     L'allattamento al seno, quando tutto va come deve andare, è un'esperienza davvero meravigliosa. Il latte non manca, il bimbo si attacca nel migliore dei modi e cresce. E man mano che aumenta il fabbisogno del bambino, di pari passo aumenta la produzione. Una macchina perfetta, insomma.

     A volte però succede che, per qualche ragione, il latte non basti. Alcune volte, semplicemente, la montata lattea non "decolla", costringendo da subito ad integrazioni con il latte artificiale. Per altre mamme, invece, dopo una partenza regolare, arriva un momento in cui il latte, invece di aumentare, diminuisce progressivamente.

     Cosa fare in questi casi?
Sicuramente, non bisogna perdersi d'animo. La causa può essere la stanchezza, soprattutto se avete altri figli più grandi, o se nel frattempo siete rientrate al lavoro. Se potete, fate qualche sonnellino durante la giornata, e ricordatevi sempre di bere due bicchieri d'acqua prima di dormire. L'acqua e il riposo fanno miracoli per la produzione del latte.

     Avete mai sentito dire che bere birra aiuta a produrre più latte? Bene, è così. Il fondamento scientifico di quella che potrebbe sembrare una leggenda delle nostre nonne è che il luppolo contiene fitoestrogeni, che aumentano la produzione del latte. Quindi, se vi piace la birra, un bicchiere a pranzo e uno a cena vi potranno aiutare.

     E se non basta? in farmacia ed erboristeria esistono diversi integratori e tisane specifiche: ottima la tisana a base di finocchio, galega e fieno greco. Anche la medicina omeopatica offre dei rimedi per supportare l'allattamento: un'associazione che funziona molto bene è URTICA URENS 5CH granuli e RICINUS COMMUNIS 5CH granuli; sciogliete sotto la lingua 5 guanuli di uno e 5 dell'altro circa mezz'ora prima di allattare e di nuovo dopo la poppata. Ricordatevi sempre di bere molto. I risultati iniziano a vedersi già dai primi giorni. Quando vi siete stabilizzate nella produzione iniziate ad assumere i granuli a poppate alterne, poi piano piano potete provare a smettere. Non andate in ansia, è la nemica numero uno dell'allattamento. Rilassatevi, il più possibile. E godetevi questa esperienza davvero unica. Pia

     

domenica 27 maggio 2012

I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE pubblicata da Io voglio allattare il giorno martedì 22 maggio 2012 alle ore 22.37 ·su Facebook




1 IL DIRITTO ALL’OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

3 IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4 IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5 IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

7 IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

9 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle





mercoledì 23 maggio 2012

GEMELLI, L'ESPLOSIONE DELLA VITA

     B. e S. sono due splendidi gemellini di circa dieci giorni. Non raggiungono i due chilogrammi di peso ciascuno, e l'altro ieri ho avuto l'onore di conoscerli.
   
     Strano miracolo i gemelli, mi hanno sempre profondamente affascinata... Due, anche loro maschi figli di un'amica, ho potuto vederli crescere fino a diventare due trentenni belli e in gamba. E ricordo ancora la magia del loro rapporto, così esclusivo da lasciar fuori, in certi momenti, persino una mamma quasi incredula, ma anche lei affascinata e divertita.

     Dura la vita di una mamma di gemelli: fanno tutto in coppia, e soprattutto, quasi sempre, PIANGONO in coppia! Già a volte il pianto di un solo neonato ha su di noi l'effetto di un martello pneumatico, figuriamoci di due che piangono in stereofonia! Quando poi sono di basso peso, spesso impiegano anche molto tempo a finire le poppate, con il risultato che, poco dopo aver finito, è già l'ora di ricominciare tutto daccapo... e tutto ciò quando le cose vanno bene, ovviamente, per non parlare di eventuali coliche, o dei primi dentini, o di eventuali malattie esantematiche, che i gemelli regolarmente contraggono contemporaneamente.

     Fatica. Tanta. Ma a fronte di una ricompensa tanto speciale quanto unica: una poltrona in prima fila per assistere alla nascita di un rapporto davvero magico, che accompagnerà i gemelli per tutta la vita. Che fortuna... e che orgoglio.

     Si cercheranno, si stuzzicheranno, faranno liti furibonde, qualche volta si odieranno, anche, nel sentirsi un po' ostaggi di quello specchio umano che hanno di fronte. Ma una cosa è certa: non si abbandoneranno mai.

Pia

 

venerdì 18 maggio 2012

LA RICCHEZZA PIU' GRANDE

     In una delle orrende serie di cartoni animati che guardano le mie figlie, il bambino protagonista possiede, oltre ai due genitori "umani", una mamma e un papà fatati, in grado di esaudire ogni suo desiderio. 
     In un episodio, questo bambino ascolta involontariamente un discorso dei suoi veri genitori, riguardante la loro situazione economica. Mamma e papà stanno pensando a quanto sarebbero più ricchi se non avessero un figlio.  In preda alla disperazione, il piccolo esprime il desiderio di non essere mai nato, ed i suoi genitori fatati sono costretti ad accontentarlo...  
  Ne nasce uno scenario paradossale, che ricorda molto il film cult "La vita è meravigliosa", dove il protagonista James Stewart incontra l'angelo Clarence che lo salva dal suicidio, e gli mostra come sarebbe il mondo se lui non fosse mai nato.

       Il punto è che il nostro piccolo, disperato protagonista ha sentito solo una picca parte del discorso di mamma e papà: i due stavano dicendo che sì, sarebbero molto più ricchi se non avessero un figlio, ma che si sentono mille volte più fortunati dei loro ricchissimi e odiati vicini, che da sempre desiderano un figlio ma non riescono ad averlo.

       Soprattutto in tempi come questi, chi di noi non si è trovato a fare i conti con il lato economico dell'essere genitori?  Sicuramente pochi.  In rete sono sempre più numerosi i siti che analizzano nel dettaglio i costi dell' "operazione pupo", e dispensano consigli di ogni genere per risparmiare ovunque sia possibile, dall'abbigliamento ai libri, ai giochi e molto altro...      Eppure sono loro, i nostri cuccioli, la nostra vera fortuna.
    E su questo, noi "poveri" genitori, siamo tutti d'accordo.
 Cornelia docet...
 Pia

lunedì 14 maggio 2012

AIUTAMI A CRESCERE



Partita tra due dei maggiori ospedali italiani : il Gaslini e il Meyer di Firenze; per raccogliere fondi a favore della "Cicogna Sprint", associazione di genitori dei neonati prematuri della Terapia Intensiva Neonatale del Gaslini.

     E' B., un'amica e collega del mio ex reparto del Gaslini, a postare sulla mia bacheca di Facebook la locandina dell'evento. Una partita di calcio a scopo benefico, che aiuterà l'associazione dei genitori dei piccoli del nostro reparto.

     Il nostro reparto...

     Già, perché il nocciolo della questione è tutto qui. Sebbene io sia andata via da cinque anni, ormai, quando parlo del reparto è sempre il NOSTRO reparto, e quando mi riferisco al team di professionisti che lavora al suo interno, per me, è sempre un NOI.

     Il corpo è fuori, ma il cuore è dentro. E questo, la mia amica B., lo sa molto bene: quando infatti le rispondo, dicendole che cercherò di pubblicizzare al massimo l'evento, mi risponde sicura che non aveva dubbi ed aggiunge: "Per me tu fai e farai sempre parte della nostra SQUADRA".

     Una donna di cuore e di pelle, B. Una di quelle donne che sa essere lieve come una piuma o inamovibile come una stele di granito.Una mamma speciale, che ogni giorno combatte una dolorosa battaglia. E nel combatterla spesso è costretta a schivare le parole taglienti di chi le pronuncia senza sentirne il peso. Ci è abituata, lei.

     Conosce il peso delle parole, B. Quelle brutte e quelle belle. E sa quale meraviglioso peso, le sue parole belle, abbiano per me.

     E allora, mercoledì 23 maggio, tutti alla partita.
Vinca il migliore.
Gaslini, olé.

Pia

domenica 13 maggio 2012

MAMMA TRIS. A DISTANZA

     Amina ha otto anni. Come età sta esattamente in mezzo alle  mie altre due bambine, di  sei e dieci anni. Lei però non è qui con noi. La sua casa è in Tanzania. Non metto la sua foto per questioni di privacy.

     Oggi Margherita e Francesca mi hanno svegliata portandomi la colazione a letto, e mi hanno fatto dei regalini bellissimi. Ma il regalo più grande, questi due esseri meravigliosi, me l'hanno fatto qualche giorno fa, quando è arrivata per posta la foto di Amina, la bimba che ho deciso di sostenere a distanza. Quella sera avevamo una cena di famiglia, con una sorella di mia suocera che vediamo poco perché abita lontano. Margherita si è portata dietro la foto di Amina e, mostrandola con orgoglio alla zia le ha detto: "Zia, guarda, questa è la foto di nostra sorella!".
     Dire che quello è stato uno dei momenti più belli della mia vita è riduttivo. Da allora non passa giorno che le mie ragazze non rivolgano almeno un pensiero alla loro sorella lontana.

     Mi hanno già chiesto: "Mamma, ma noi, Amina, quando andiamo a trovarla?"
   

   
 

venerdì 11 maggio 2012

AUGURI, MAMMA


     Eccoci qui, di nuovo. La festa della mamma è alle porte, e come ogni anno, in alcune di noi, si agitano sentimenti ambivalenti.  Da una parte ci siamo noi, finalmente mamme, e dall'altra, per chi ha la fortuna di averla ancora, c'è lei, la nostra mamma. E lei, pur con tutti i suoi difetti, debolezze e fragilità, è la mamma che la vita ci ha dato.   Quest'anno, anziché regalarle le solite cose, proviamo a festeggiare il nostro e il suo essere mamma INSIEME: organizziamo una giornata fuori, con i nostri figli e nostra madre, in un posto dove non siamo mai state, anche se magari non è lontano da casa. Facendo cose normali. Ma fatte insieme in quel giorno speciale sembreranno straordinarie. 

mercoledì 9 maggio 2012

COS'E' IL MOM COACHING?






     Ormai da molti anni sentiamo parlare di coaching: si tratta di un termine nato nel mondo dello sport, e successivamente utilizzato per dare il nome ad una nuova professione.
Il coach è colui che aiuta qualcuno, a vari livelli ed in vari ambiti della vita personale e professionale, a realizzare i suoi obiettivi.Un vero e proprio "allenatore" nella vita, nel lavoro, nelle relazioni e molto altro.

     Negli ultimi anni, poi, si è assistito ad un'espansione notevole di questa professione, fino a coprire quasi interamente tutte le sfere in cui vive ed opera un essere umano.

Perché dico QUASI?

Perché, se è vero che ogni persona è unica, come uniche sono la sua vita e le sue esperienze, questo vale ancor di più per una specifica categoria di persone in una specifica condizione: la donna e la sua maternità.

     Ecco quindi che nasce il MOM COACHING, per sostenere ed accompagnare la mamma in questa delicata, sconvolgente, meravigliosa fase della sua vita.
     Ma il mom coaching non è solo questo. Infatti, soprattutto quando si tratta del primo figlio, la mamma può avere molti dubbi, molte difficoltà e molte "lacune" di ordine pratico per quel che riguarda la cura del bambino. Ecco che un aspetto importante del mom coaching deve essere anche quello che, nelle aziende, viene denominato MENTORING: la mamma viene sostenuta ed affiancata anche negli aspetti più pratici della vita con il bambino. E' importante che entrambi i ruoli (di coach e di mentor) vengano efficacemente ricoperti dalla stessa persona, che diventa un unico punto di riferimento. Questa persona può diventare un'alleata preziosa soprattutto nel momento in cui la mamma decide di rientrare al lavoro.

     Due, irrinunciabili, sono i pre-requisiti del professionista di mom coaching: L'essere a sua volta donna e, ovviamente, mamma. Non sarebbe possibile ad un altro professionista, per quanto preparato, comprendere fino in fondo le problematiche, le esigenze, le aspettative della mamma. D'altro canto, sarebbe difficile per lei fidarsi, aprirsi completamente con una persona che non è in grado di mettersi nei suoi panni...

     La mom coach aiuta la neomamma, in un momento delicato in cui le forze ed il tempo sembrano non bastare mai, a recuperare dentro di sé le risorse che lei già possiede, e che l'aiuteranno a vivere al meglio la nuova esperienza di mamma senza lasciarsi abbattere da difficoltà apparentemente insormontabili.

     Diventare mamma è un meraviglioso punto di partenza, per un percorso da fare, tutti insieme, un passo alla volta.
Felici e grati per il regalo che abbiamo ricevuto, godiamoci il viaggio.

Pia


   
   


mercoledì 13 luglio 2011

CHI HA IL PANE NON HA I DENTI, CHI HA I DENTI NON HA IL PANE

Come infermiera pediatrica, avendo lavorato in molti reparti prima di approdare a quello che sarebbe stato il mio reparto definitivo per 14 anni, mi è capitato di vedere molte volte situazioni davvero paradossali, che hanno a che fare con l'amore dei genitori per i loro figli.

     Chi è della mia generazione, e ha visto il film "Blade Runner", rammenterà di certo la frase che mi viene in mente ora: "Ho visto cose che voi umani non potete immaginare..."

      Ho visto coppie cercare di avere un bambino per 12 anni, e quando è arrivato era affetto da gravissime malformazioni. Loro, però, lo guardavano come se fosse il bambino più bello del mondo. In fondo, ai loro occhi era proprio così... e non si curavano degli sguardi di implacabile pietà che riservava loro "la gente".

Ho visto donne tossicodipendenti partorire dopo essersi fatte, regalando così al loro bimbo appena nato una bella crisi di astinenza.  Ho visto le stesse madri decidere di abbandonare il loro bambino, naturalmente sano e bellissimo.

Ho visto ragazzi minorenni, diventati genitori per caso, crescere in fretta diventando uomini e donne responsabili, li ho visti diventare grandi con il loro bambino ed essere una famiglia meravigliosa.

Ho visto genitori affrontare l'inferno per i loro figli.

Ho visto bambini affrontare l'inferno a causa dei loro genitori.

E allora mi chiedo: qual è il senso? Se c'è un disegno più grande in tutto ciò, perché non riesco a vederlo?

Non tutte le domande hanno una risposta.

A presto
Pia

sabato 25 giugno 2011

DUE PAROLE SULLA DEPRESSIONE POST-PARTUM

   La depressione post-partum è una forma di disturbo nervoso che colpisce alcune donne dopo la nascita del loro bambino.

   Sono da distinguere due forme principali: la prima, denominata "baby blues", è una tristezza che colpisce circa il 70% delle donne nei giorni immediatamente successivi al parto, e può portare pianti apparentemente ingiustificati, stati di ansia ed agitazione, ma il tutto si risolve generalmente entro due settimane circa, e in genere senza richiedere provvedimenti di alcun genere.

   La seconda forma, ossia la depressione post-partum vera e propria, è un disturbo ben più grave e duraturo, che può manifestarsi anche in tempi successivi alla nascita, il quale comprende ansia, insonnia oppure sonnolenza eccessiva, improvvisi e repentini cambi d'umore, affaticamento, disperazione, fino ad arrivare a stati psicotici. La percentuale delle donne colpite è del 10%  al primo figlio, ma sale al 30% ai parti successivi al primo se la madre ne è già stata colpita.

   Anche se personalmente ho avuto la fortuna di non soffrirne, sono molto vicina a quelle mamme che l'hanno provata o la stanno provando. A volte, alcune di loro non sanno assolutamente cosa stia succedendo loro, ed aggiungono alla tristezza anche il senso di colpa.

  Se pensate di soffrire di depressione post-partum, chiedete aiuto. Non pretendete di fare tutto da sole, e soprattutto non negate l'esistenza del problema.  E' possibile che chi vi sta intorno non vi capisca, o magari non creda che voi possiate essere vittima di una dpp. In questo caso, rivolgetevi al consultorio, ad un'associazione specifica (un sito interessante è www.depressionepostpartum.it  ), oppure ad un blog come questo o come gli altri che trovate in rete.

   Fate in modo di non avere l'impressione di essere completamente sole a gestire il vostro problema: la rete è piena di mamme che ci sono passate e sono disposte a comprendervi ed ascoltarvi. Fatene tesoro.

A presto
Pia

mercoledì 22 giugno 2011

LE MAMME DEI BIMBI SPECIALI

Come infermiera pediatrica ho lavorato in terapia intensiva neonatale, dove ho conosciuto moltissime mamme che avevano bambini con piccoli o grandi problemi. Attualmente continuo a seguire alcuni bambini sul territorio, e raccolgo le confidenze e gli sfoghi delle loro mamme.

Una di loro, un giorno, mi ha detto: "Quando aspettavo il mio bambino ho fatto molti abbonamenti alle riviste per mamme... quando poi è nato lui, con tutti i suoi problemi, mi sono accorta che in quelle riviste ci sono solo i bimbi perfetti. Sono contenta per le mamme che hanno bimbi sani, che fortunatamente sono la maggior parte, ma a noi non pensa nessuno!"

Quelle sono le mamme che in assoluto mi hanno insegnato di più insieme ai loro meravigliosi piccoli. Questo post  lo dedico a loro, perché voglio che ognuna di loro che arriva sul mio blog sappia che le sono vicina con tutto il cuore.

Se sei la mamma di un bimbo speciale, e ti senti sola perché a chiunque tenti di parlare delle tue difficoltà non ti capisce, scrivimi. La mia risposta non si farà attendere. 

domenica 5 giugno 2011

IL PRIMO SOCCORSO. RIFLESSIONI ISPIRATE DA "FORUM"

Avete mai visto una puntata della trasmissione "Forum"?

   Personalmente, lo guardo poco, prima di tutto perché spesso nell'ora della messa in onda sono fuori casa per lavoro, e poi perché spesso le cause presentate mi fanno decisamente arrabbiare: padri contro figli, zii contro nipoti, nuore contro suocere e via dicendo.

  Giorni fa, però, visto che ero a casa nell'ora di pranzo e mia madre lo guarda sempre, mi è capitato di assistere ad una causa che mi ha messo un po' d'ansia, e mi ha fornito importanti spunti di riflessione anche per il nostro lavoro.

   Una signora aveva portato a "Forum" la direttrice dell'asilo di sua figlia, perché sperava che il giudice potesse obbligarla con una sentenza a far seguire alle maestre del suo asilo un corso di primo soccorso pediatrico.

   A quanto diceva la signora, sembra che alla sua bambina fosse andato di traverso un pezzetto di carne in mensa, ma nessuno nell'asilo conosceva le manovre di disostruzione delle vie aeree da praticare al bambino, così è stato chiamato il 118. Fortunatamente nel frattempo la situazione si era normalizzata, e la bambina non ha subito conseguenze importanti, ma resta comunque il dubbio su quello che sarebbe potuto succedere se così non fosse stato: il 118 sarebbe arrivato in tempo?

   Purtroppo, il giudice non ha potuto accogliere la richiesta della signora, poiché la legge italiana non prevede l'obbligatorietà di certi corsi di formazione per le maestre.

   Un operatore del 118 chiamato in trasmissione per mostrare le manovre di disostruzione pediatriche, ha detto che in Italia muore circa un bambino a settimana per incidenti come questo. Ha detto anche che negli Stati Uniti, quando una ragazza vuole studiare per diventare maestra, prima frequenta un corso di primo soccorso alla Croce Rossa, poi inizia il percorso per diventare insegnante.

   A parte che trovo delirante che la legge italiana obblighi le maestre ad essere laureate, ma non a frequentare un corso di poche ore per salvare la vita dei nostri figli, credo che la cosa sia altrettanto importante per la figura della baby-sitter, che molto spesso trascorre parecchio tempo con i bambini, soprattutto se non vanno ancora alla scuola materna.

   A tutti consiglio di frequentare un corso di PBLS (Pediatric Basic Life Support), dove vengono insegnate anche le manovre di disostruzione delle vie aeree. Comunque, è possibile scaricare gratuitamente il manuale di disostruzione sul sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/

   Non mi stancherò mai di promuovere la formazione sanitaria: trovo che sia un valore aggiunto non indifferente, per tutti.



A presto
Pia

venerdì 20 maggio 2011

QUANDO NASCE UN BAMBINO NASCE ANCHE UNA MAMMA

La nascita del primo figlio trasforma la donna in modo profondo ed irreversibile. Improvvisamente tutte le priorità cambiano, insieme al suo corpo... la vita acquista un senso nuovo.

Bellissimo e sconvolgente, vero? E non potrebbe essere altrimenti, perché quello che prima non c'era, adesso c'è. E nell'operare questo miracolo, c'è solo una cosa che non fallisce mai:la potenza creatrice dell'amore. Voi ed il vostro partner l'avete reso possibile, è successo davvero! Adesso il risultato del vostro amore è lì, sotto i vostri occhi, tra le vostre braccia.

A questo punto possono iniziare le prime paure: "ce la farò?"

Il piccolo che richiede moltissime attenzioni, la casa, il tempo che sembra non bastare mai, il datore di lavoro che chiede: "Quando rientri?"...

Non permettere che il panico ti rovini questi momenti, non lasciarti spaventare dalle cose da fare. Dentro di te possiedi tutte le risorse necessarie per muoverti a tuo agio in questa situazione senza che essa ti sfugga di mano.